Indennità sostitutiva somministrazione vitto durante l’emergenza epidemiologica

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L’Agenzia delle entrate, con interpello n. 301 del 2 settembre c.a., ha precisato che l’indennità sostitutiva erogata dal datore di lavoro ai dipendenti nei casi in cui è impossibile la somministrazione di alimenti e bevande attraverso card elettroniche, a seguito della chiusura degli esercizi per emergenza epidemiologica è riconducibile alle indennità sostitutive delle somministrazioni di vitto corrisposte agli addetti di unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione.

Pertanto, le somme erogate non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente, nel limite complessivo giornaliero di euro 5,29, purchè ricorrano contemporaneamente le seguenti condizioni:

  • l’orario di lavoro comporti la pausa per il pasto;
  • i lavoratori siano addetti stabilmente a una unità produttiva, intesa come sede di lavoro;
  • l’ubicazione della sede non consente, nel periodo previsto per la pausa, di recarsi senza l’uso di mezzi di trasporto al più vicino luogo di ristorazione per l’utilizzo di buoni pasto.

Risposta-allinterpello-n.-301-del-2020

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